La Statua di San Biagio

Chiesa SS Rosario Casale Tripi

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SAN BIAGIO
Tecnica mista.
Di recente sottoposto ad un restauro che ne ha permessouna corretta lettura, siamo davanti al simulacro di SanBiagio. Il Santo è infatti rivestito con i paramenti delladignità vescovile (tunica, stola, guanti, piviale, mitria) eposto nell'atto di benedire il popolo con la mano destra(in quella sinistra trattiene invece un libro chiuso). Nelloscudo del piviale posto in corrispondenza delle spalle è raffigurato San Teodoro a cavallo che sconfigge ildragone. Il manufatto doveva fungere da elementocentrale nella chiesa di San Biagio di Casale e alcontempo essere il fercolo processionale. Infatti ilmateriale di cui è formato la statua è una "mistura" di vari elementi leggeri (carta, stracci, canapa, gesso, legno), assemblati e dipinti con gran gusto coloristico e senza
dispendio di materiali “nobili" come l'oro zecchino.
Questa tecnica fu in uso a partire dal Cinquecento, non disdegnando di essere usata anche dal grande Antonello Gagini. Uno dei pregi di questa tecnica era la velocità di esecuzione e la possibilità di raggiungere alte vette di realismo espressivo.
Altro punto a favore di questo genere di manufatti derivava dal fatto di essere poco
pesanti e quindi facilmente trasportabili in ambienti scoscesi o comunque in pendenza. Il nostro San Biagio porta impressi i segni della cultura controriformata, sintetizzabili in veridicità e devozionismo e può essere
datato al trapasso dei secoli XVI e XVII.Il suo autore è probabilmente da cercare in una delle botteghe attive in questa parte di provincia messinese e non manca di senso decorativo e di capacità descrittiva.
Testi di Andrea Italiano